<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Georgika &#187; Resit</title>
	<atom:link href="https://www.georgika.it/wordpress/?feed=rss2&#038;tag=resit" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.georgika.it/wordpress</link>
	<description>Terre dei Fuochi. E di Vita.</description>
	<lastBuildDate>Sat, 25 Mar 2023 08:13:41 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=4.1.41</generator>
	<item>
		<title>Processo Resit: non solo la mafia è “una montagna di merda”</title>
		<link>https://www.georgika.it/wordpress/?p=389</link>
		<comments>https://www.georgika.it/wordpress/?p=389#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 21 Jul 2016 14:38:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Miriam Corongiu]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[ecologia]]></category>
		<category><![CDATA[Cipriano Chianese]]></category>
		<category><![CDATA[io morto per dovere]]></category>
		<category><![CDATA[Resit]]></category>
		<category><![CDATA[Roberto Mancini]]></category>
		<category><![CDATA[terra dei fuochi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.georgika.it/wordpress/?p=389</guid>
		<description><![CDATA[<p>Cipriano Chianese, l’inventore dell’ecomafia, è molto diverso dall’immagine da delinquente che rimandano le foto segnaletiche in giro per il web. Non l’ho riconosciuto subito. E’ un uomo alto, elegante, con i capelli bianchi che scendono in un’onda: solo il naso, grande e con una piega carnosa nel mezzo, lo associa a ciò che ricordavo di lui. E lo sguardo altezzoso [...]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.georgika.it/wordpress/?p=389">Processo Resit: non solo la mafia è “una montagna di merda”</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.georgika.it/wordpress">Georgika</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Cipriano Chianese, l’inventore dell’ecomafia, è molto diverso dall’immagine da delinquente che rimandano le foto segnaletiche in giro per il web. Non l’ho riconosciuto subito. E’ un uomo alto, elegante, con i capelli bianchi che scendono in un’onda: solo il naso, grande e con una piega carnosa nel mezzo, lo associa a ciò che ricordavo di lui. E lo sguardo altezzoso e tranquillo nonostante segga da imputato in un processo per disastro ambientale e associazione mafiosa.</p>
<p><a href="http://decrescitafelice.it/wp-content/uploads/chianese-640.jpg" rel="attachment wp-att-11973"><img class=" wp-image-11973" src="http://decrescitafelice.it/wp-content/uploads/chianese-640.jpg" srcset="http://decrescitafelice.it/wp-content/uploads/chianese-640-300x157.jpg 300w, http://decrescitafelice.it/wp-content/uploads/chianese-640.jpg 640w" alt="Cipriano Chianese - Fonte foto: www.ilfattoquotidiano.it" width="452" height="236" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Secondo le indagini di Roberto Mancini, il poliziotto romano della Criminalpol che in una preziosa informativa del 1996 per primo lo denunciò, l’avvocato Chianese è l’anello essenziale dell’iniqua catena che lega camorra, servizi deviati, pezzi dello Stato e imprenditoria allo smaltimento selvaggio dei rifiuti in Campania. E’ sua la discarica Resit a Giugliano, piena Terra dei Fuochi, dove soltanto tra il 1987 e il 1991 vengono accatastate più di 30.000 tonnellate di rifiuti provenienti dall’Acna di Cengio, azienda savonese produttrice di coloranti. La perizia del geologo toscano Balestri, richiesta dalla Procura di Napoli e depositata nel 2010, ci consegna ad un futuro agghiacciante: è tale il livello di inquinamento provocato che entro il 2064, quando il percolato tossico avrà raggiunto le falde sottostanti, i veleni contamineranno decine di km quadrati di terreno e la vita che ospitano. Un disastro da trattare come quelli nucleari, se pare che l’unica soluzione – peraltro mai applicata – sia quella di sarcofagare la discarica con il cemento.</p>
<p style="text-align: justify;"><object width="590" height="390"><embed src="http://www.youtube.com/v/inZN_4Fc_Z4?version=3&amp;theme=dark&amp;fs=1&amp;cc_load_policy=1&amp;iv_load_policy=1&amp;modestbranding=0" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="allowfullscreen" width="590" height="390" /></object></p>
<p style="text-align: justify;">Sulla base di questa perizia, il boss Francesco Bidognetti, clan dei Casalesi, è stato condannato nel 2013 a 20 anni per disastro ambientale e avvelenamento della falda acquifera. E sulla base di questo studio che la difesa ha cercato in tutti i modi di smontare, sull’informativa di Mancini e su un quadro probatorio che appare molto solido, la Direzione Distrettuale Antimafia ha chiesto, nel complesso, 280 anni di carcere per 29 persone coinvolte a diverso titolo nel disastro della Resit. Tra queste, c’è Giulio Facchi, sub-commissario all’emergenza rifiuti tra il 2000 e il 2004 (quando commissario governativo era Antonio Bassolino) e Gaetano Cerci, imprenditore affiliato ai Casalesi e legato alla loggia massonica Propaganda 2.</p>
<p style="text-align: justify;">Attendiamo la sentenza per ore, dietro il vetro dell’aula 116, impegnati in una prova emotiva non da poco. Quando si parla di criminali, di mafiosi, ci si aspetta inconsciamente che siano mostri anche nell’aspetto, come per negare la loro appartenenza al genere umano già alla prima occhiata. Invece, hanno volti comuni, perfino belli, curati. Anche Gaetano Cerci, che assiste al processo dalla gabbia per detenuti, sembra soltanto il ragioniere che è. Questi uomini sono, invece, tra i principali responsabili del biocidio perpetrato in Campania, della morte di troppi bambini e di una devastazione ambientale a cui non potremo porre rimedio.</p>
<p style="text-align: justify;">La pioggia battente di questo 15 luglio, così disarmonica in un giorno d’estate, è la compagna perfetta di una cupezza crescente. Ascolti i giornalisti presenti ripercorrere date, luoghi, nomi conosciuti ad ogni livello della politica italiana, nomi stanati tra giudici, carabinieri e imprenditori gettati nell’immane calderone di una “società alla deriva” – per citare Castoriadis – in cui è così nauseabonda la puzza di marcio da farti salire le lacrime agli occhi. E ti chiedi, abbracciando una mamma che ha perso il suo unico figlio nella Terra dei Fuochi, come la speranza possa ancora chiamarsi tale e come (come!!!) siamo potuti arrivare a tanto. Nessun candore. Mai più.</p>
<p style="text-align: justify;">È intollerabile vedere così nitidamente.</p>
<p style="text-align: justify;">Mentre in aula il numero degli attivisti, delle mamme e dei preti sale al lento susseguirsi delle ore e man mano che la pioggia lascia timida un po’ di spazio alla sera, faccio appello – in mancanza di fede –  a tutti i miei riferimenti culturali. Nel brusio sorvegliato dalla Polizia, mentre porto lo sguardo dai capelli chiarissimi della vedova Mancini alle toghe degli avvocati, mentre mi indicano i consulenti che si sono venduti alla difesa e fissiamo nervosi, dalla stessa sala che ospita due familiari del Cerci, la porta dalla quale entreranno i giudici, ricordo le parole di Alex Langer sulla “cultura del limite”. Io ho davanti l’eccesso, la tracotanza, la superbia dell’Uomo che non ha saputo guardare oltre sé stesso. La corsa sfrenata al profitto, legittimata da questa folle economia del “più” ad ogni costo, ha trascinato nella sua piena qualunque cosa e ha lasciato al suo passare solo una profonda mancanza di dignità. E molti morti.</p>
<p style="text-align: justify;">Se non fosse per gli sguardi puliti delle persone con cui condivido questa assurda attesa, per quello del PM Alessandro Milita che è venuto a salutarci al mattino e per quello ormai privo di luce delle tante vittime campane, io non avrei ragioni per andare avanti. Sono loro il mio limite, il limite alla mia pazzia.</p>
<p style="text-align: justify;">Pochi istanti ancora e sapremo, mentre tratteniamo il respiro, che Chianese Cipriano, Cerci Gaetano e Facchi Giulio vengono condannati rispettivamente a 20, 16 e 5 anni di reclusione in primo grado di giudizio e in un giorno che rimarrà, per noi, storico. Anche se si tratta di uno dei tanti round di un lunghissimo match, riaffiora la speranza nei giorni che verranno: ora è scritto che sono gli imprenditori e la politica ad essi vicina i veri protagonisti del nostro eccidio ambientale, mentre la camorra ne è solo il braccio armato. La “montagna di merda” di Peppino Impastato si popola sempre più di inquietanti figure dall’aria per bene e dallo sguardo tranquillo.</p>
<p style="text-align: justify;">Distolgo il mio da quell’aula piena di gente e lo rivolgo verso i tanti attivisti che negli anni non hanno mai mollato. E’ loro l’immagine che voglio rimanga impressa nei miei occhi, non quella di Chianese in completo scuro o di Cerci dietro le sbarre. Appartiene a loro la sofferenza, la povertà, lo splendore di questo giorno lento e terribile, come appartiene a tutti noi il sacrificio di Roberto Mancini, “morto per dovere”.</p>
<p style="text-align: justify;">A casa, spiegando alla mia piccola cosa ha fatto la sua mamma assente fin dal mattino, mi sento rispondere che “quell’uomo cattivissimo” dovrebbe rimanere in prigione non per 20, ma per 2300 anni. E così, di colpo, mia figlia mi restituisce un po’ di quell’innocenza che, guardando attraverso il vetro dell’aula 116, credevo il mondo avesse perso per sempre.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Miriam Corongiu</em></p>
<p style="text-align: justify;">Articolo pubblicato sul sito nazionale del <a href="http://decrescitafelice.it/2016/07/processo-resit-non-solo-la-mafia-e-una-montagna-di-merda/">Movimento per la Decrescita Felice</a></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Riferimenti bibliografici:</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>“Io, morto per dovere” – Luca Ferrari, Nello Trocchia – Chiarelettere, febbraio 2016</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>“Monnezza di Stato” – Antonio Giordano, Paolo Chiariello – Minerva Ed., gennaio 2015</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Per documenti Video:</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em><a href="https://www.youtube.com/channel/UCP4vRiVr4SJZcFddrYe_XxA">Pino Ciociola</a>, inviato speciale di Avvenire</em></p>
<p style="text-align: justify;">Fonte foto in evidenza: www.diariopartenopeo.it</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.georgika.it/wordpress/?p=389">Processo Resit: non solo la mafia è “una montagna di merda”</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.georgika.it/wordpress">Georgika</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.georgika.it/wordpress/?feed=rss2&#038;p=389</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Azioni in&#8230;campo!</title>
		<link>https://www.georgika.it/wordpress/?p=349</link>
		<comments>https://www.georgika.it/wordpress/?p=349#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 23 Mar 2016 14:25:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Miriam Corongiu]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[decrescita felice]]></category>
		<category><![CDATA[terra dei fuochi]]></category>
		<category><![CDATA[agricoltura biologica]]></category>
		<category><![CDATA[economia solidale]]></category>
		<category><![CDATA[Giugliano]]></category>
		<category><![CDATA[Internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[pino ciociola]]></category>
		<category><![CDATA[Pomigliano]]></category>
		<category><![CDATA[Resit]]></category>
		<category><![CDATA[scuola media]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.georgika.it/wordpress/?p=349</guid>
		<description><![CDATA[<p>Tutti in classe! Un cesto di mandarini e una pen drive sono per oggi i miei attrezzi del mestiere: dai miei orti conviviali alla II B, scuola media “Mauro Leone” in provincia di Napoli, per seminare in conoscenza e coltivare la speranza con “Azioni in…campo!”, il mio semplice progetto su agricoltura buona, economia solidale e difesa ambientale. Si parla d’amore, stamattina! [...]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.georgika.it/wordpress/?p=349">Azioni in&#8230;campo!</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.georgika.it/wordpress">Georgika</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p class="pagetitle" style="text-align: justify;">Tutti in classe! Un cesto di mandarini e una pen drive sono per oggi i miei attrezzi del mestiere: dai miei orti conviviali alla II B, scuola media “Mauro Leone” in provincia di Napoli, per seminare in conoscenza e coltivare la speranza con “Azioni in…campo!”, il mio semplice progetto su agricoltura buona, economia solidale e difesa ambientale. Si parla d’amore, stamattina! D’amore e rispetto per la terra da tradurre in gesti quotidiani, suggerendo che le singole scelte contano e che fanno la differenza. Sempre!</p>
<p style="text-align: justify;">Nell’aula, vivace e rumorosa, la lavagna multimediale fa sfigurare un po’ quella in ardesia che le è rimasta timidamente accanto e ventisette paia di sguardi curiosi mi dicono che, anche se solo per le prossime due ore, ho il grande privilegio di cercare la strada verso la loro immaginazione. Il futuro si costruisce così: disegnando un mondo migliore con i gessetti colorati.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.georgika.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/03/20160216_091645.jpg"><img class="  wp-image-352 alignleft" src="http://www.georgika.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/03/20160216_091645-300x169.jpg" alt="20160216_091645" width="334" height="188" /></a>In jeans e maglietta mi aggiro un po’ intimorita tra i banchi e chiedo: “Avete mai pensato di fare i contadini da grandi? ” Certo che nessuno ci ha mai pensato! Chi penserebbe oggi che i contadini sono le vere sentinelle della terra? Oggi siamo in molti a studiare, impariamo tecniche antiche e nuove, ci informiamo su ciò che davvero è meglio per le colture, ma soprattutto amiamo intensamente. Sappiamo, per esempio, che in un solo grammo di roccia vivono circa 14.000 microorganismi e che le radici delle piante messe a dimora in un campo dovranno creare milioni di legami con ciascuno di essi: pesticidi e diserbanti spazzano via questo continuo fare all’amore e avvelenano ciò che vi cresce su. Lavoriamo duramente noi contadini, a schiena bassa, e non dovremmo lasciare che i contadini di altri mondi, in Sud America o in Africa, vengano schiavizzati dalle multinazionali dell’agroalimentare: il sudore è lo stesso in ogni angolo del globo, dovremmo avere tutti gli stessi diritti. Conosciamo il potere distruttivo dell’inquinamento, legale ed illegale (ma comunque e sempre criminale) e dovremmo porci a difesa del nostro territorio, perché più di tutti sappiamo che se si ammala la terra, noi ci ammaliamo con lei.</p>
<p style="text-align: justify;">Li vedo, i ragazzi, mentre vanno via le slide animate e colorate, stare attenti a parole che, forse, non hanno mai sentito. E fanno domande anche, parlando delle loro esperienze in un orto, contenti di potermi dare del tu. Ma come potreste fare voi, se anche non diventaste mai contadini, ad amare la terra e a proteggerla sempre? Prima regola: mangiare bene! Poca carne! Perchè mangiare carne, dimostro loro, non fa solo male alla salute – se si eccede – ma anche all’ambiente: per consumo di suolo, di combustibili fossili e d’acqua.</p>
<p style="text-align: left;"><a href="http://decrescitafelice.it/wp-content/uploads/CASSETTE-ORTAGGI.jpg"><img class=" size-medium wp-image-9733 alignright" src="http://decrescitafelice.it/wp-content/uploads/CASSETTE-ORTAGGI-300x184.jpg" alt="" width="300" height="184" /></a>E le verdure? Si, ok…Ma quali verdure? Facciamo un gioco, dividiamoci in squadre!!! Scatta subito il rumore assordante dei banchi che si spostano, il chiasso di chi ha davanti un po’ di svago e le voci, sempre troppo alte, dei ragazzi che si affacciano alla vita. Passano sulla lavagna multimediale le foto di frutta e ortaggi: per ogni abbinamento corretto tra un prodotto della terra e la sua stagione, assegnerò un mandarino del mio albero…ridono!!! E rido felice anch’io.</p>
<p style="text-align: justify;">Così, mentre ci divertiamo tra un cavolfiore e una prugna, i mandarini si accumulano sui banchi e scopriamo che le melanzane a gennaio non ci sono – e no, proprio non ci sono – e che se le vediamo al supermercato non dobbiamo fidarcene, perché sono coltivate tra mille sostanze nocive. La natura è così perfetta da darci stagione per stagione tutte le sostanze nutritive di cui ha bisogno il nostro organismo. Bisogna assecondare il ritmo delle stagioni, della luna e del cuore, riappropriarsi della simbiosi che è sempre esistita tra noi e la terra. E bisogna soprattutto tornare a comprare dai contadini perché i contadini sanno aspettare e la loro attesa rispetta profumi e sapori e…la squadra B vince!!!Giù di applausi mentre ci ricomponiamo un po’ e andiamo tutti insieme a parlare, tra le ultime risate, di contadini nel mondo.</p>
<p><a href="http://decrescitafelice.it/wp-content/uploads/raccoglitore-canna-da-zucchero.jpg"><img class="wp-image-9737 " src="http://decrescitafelice.it/wp-content/uploads/raccoglitore-canna-da-zucchero-300x200.jpg" alt="" width="400" height="300" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">In questa foto tratta da “Internazionale”, posano due coltivatori di canna da zucchero, padre e figlio, in Nicaragua: “Il lato oscuro del cibo”. Suggerisco ai ragazzi di guardare oltre l’immagine, perché possano guardare anche oltre il cibo sulle loro tavole. Caffè, zucchero, cacao sono solo alcuni dei prodotti che arrivano da altri mondi e il cui basso costo è fondato sullo sfruttamento del lavoro servile in campi così lontani da sembrare irreali. Quando mostro ai ragazzi un pacco di zucchero da commercio equo e solidale, mi rendo conto che non sanno nemmeno che il vero colore dello zucchero è quello bruno, come la pelle di chi lo raccoglie. Si, costa di più…ma vale sempre la pena privarsi di qualcosa per sostenere le popolazioni che ne hanno bisogno e per mangiare sano.  Si chiamano acquisti responsabili.</p>
<p style="text-align: justify;">Ed è sulla responsabilità che provo a far leva per parlare di inquinamento: la Campania, Terra tradita dai Fuochi.  Per gentile concessione di Pino Ciociola, inviato speciale di Avvenire, instancabile nel difendere i diritti fondamentali di chi si ammala e muore qui da noi, ho potuto mostrare in aula uno dei suoi documenti video.</p>
<p><iframe width="860" height="484" src="https://www.youtube.com/embed/inZN_4Fc_Z4?feature=oembed" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p style="text-align: justify;">Se è vero, come è vero, che la terra non è una cosa, ma un essere vivente, realtà come quella della Resit di Giugliano in Campania non dovrebbero poter esistere. In questa enorme discarica di proprietà dell’avvocato Cipriano Chianese, imprenditore senza scrupoli e signore dei rifiuti , sono state sversate 350.000 tonnellate di rifiuti speciali provenienti da tutta Italia. Il geologo Renato Balestri, su richiesta della Procura di Napoli, scrive nel famoso rapporto del 2010 che “la contaminazione in corso nell’area vasta di Giugliano è così grave che entro il 2064 provocherà un disastro ambientale totale”. Il Commissario alle Bonifiche Mario De Biase, nel 2013, sostenne che la soluzione più sicura, oltre a convertire in “no food” tutti i terreni coltivati circostanti, avrebbe dovuto essere un enorme sarcofago sotterraneo in cemento armato. Come a Chernobyl o a Fukushima. In quanti ancora dovremo morire, a Giugliano come in qualunque altra terra dei fuochi all’italiana, per la lucida scelleratezza di questa generazione di assassini?</p>
<p style="text-align: justify;">Amare teneramente e senza misura. Custodire la vita. Ripristinare il legame spezzato con la terra. Suscitare meraviglia e stupore per l’infinita Bellezza del Creato. E’ questo che si deve fare, a partire dai piccoli, per riconvertire un manto erboso da tappeto sotto il quale nascondere rifiuti tossici al prato che è sempre stato.</p>
<p style="text-align: justify;">Riprendo il mio cesto di frutta, ormai vuoto, e rinfodero la mia pen drive: lascio i ragazzi contenta di aver fatto almeno un tentativo in questa direzione e mi dico che però devo aver colpito nel segno se una bimba pienotta, con le mani cariche di mandarini, alla fine del video sulla Terra dei Fuochi mi dice: “Ma questa gente, ai bambini non ci pensa?”</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Miriam Corongiu</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Desidero ringraziare <a title="Pino Ciociola" href="https://www.youtube.com/channel/UCP4vRiVr4SJZcFddrYe_XxA">Pino Ciociola</a> – ed è un moto del cuore, non gesto di cortesia – per essersi reso disponibile con chi, come me,  prova a muovere qualche passo nella giusta direzione. </em></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.georgika.it/wordpress/?p=349">Azioni in&#8230;campo!</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.georgika.it/wordpress">Georgika</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.georgika.it/wordpress/?feed=rss2&#038;p=349</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
