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	<title>Georgika &#187; cura</title>
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	<description>Terre dei Fuochi. E di Vita.</description>
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		<title>Sono nata negli anni &#8217;80</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Sep 2022 07:27:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Miriam Corongiu]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[ecofemminismo]]></category>
		<category><![CDATA[cura]]></category>
		<category><![CDATA[georgika]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro di cura]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Sono nata negli anni &#8217;80 in una famiglia di italiani del Sud dei quali ho raccolto  le radici, le emozioni e i  saperi. Donne e uomini emigranti all&#8217;estero rientrati nella Terra Madre, espressione usata per estensione a tutto il territorio della nazione e non solo alla propria porzione di comune di origine. Operai pensionati per i quali, che la generazione [...]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Sono nata negli anni &#8217;80 in una famiglia di italiani del Sud dei quali ho raccolto  le radici, le emozioni e i  saperi.</p>
<p style="text-align: justify;">Donne e uomini emigranti all&#8217;estero rientrati nella Terra Madre, espressione usata per estensione a tutto il territorio della nazione e non solo alla propria porzione di comune di origine.</p>
<p style="text-align: justify;">Operai pensionati per i quali, che la generazione seguente scegliesse di collocarsi nella societá attraverso i ruoli di  madri casalinghe e lavoratori statali, poteva essere una sicurezza auspicabile.</p>
<p style="text-align: justify;">Ho profondamente a cuore l&#8217; ereditá di questa storia e dei sentimenti ricevuti in ciò che, anno dopo anno,  ho appreso prima e  conservato, rigenerato o smantellato poi.</p>
<p style="text-align: justify;">Ho osservato per tutta l&#8217; infanzia donne che si occupavano della cura domestica, delle relazioni sociali e familiar , del verde di casa e dell&#8217; orto.</p>
<p style="text-align: justify;"> Impariamo riproponendo i gesti degli adulti, cosi, quella natura desiderosa di essere parte delle attivitá dei grandi, mi spingeva a emulare i gesti rituali delle persone che mi erano intorno per la maggior parte del tempo: donne dedite alle mansioni della cura con l&#8217; abitudine della lettura.</p>
<p style="text-align: justify;">Con la crescita, questo stato di cose, si è trasformato in pretese e aspettative gravose: potenziali ore di gioco, socialitá e talenti da coltivare trasformatesi in doveri da apprendere e rispettare per condividere la stessa sorte di genere.</p>
<p style="text-align: justify;">Altre ore ed anni sono trascorsi in cui convivere e tentare di ribellarsi sentendosi fuori posto e con una doppia cocente ingiustizia: la prima è stata  che queste  richieste venivano obbligate a me soltanto in quanto ultima ed unica figlia femmina, entrambe condizioni  mai scelte; la seconda, che i miei bisogni, tempo ed emozioni non occupavano alcuno spazio di valore  in questo panorama culturale fatto di cose da maschi e cose da femmine.</p>
<p style="text-align: justify;">Una divisione estesa da un nucleo familiare alla societá.</p>
<p style="text-align: justify;">Era ed è un mondo dove le donne fanno, anche controvoglia e sacrificio, rinunciando a se stesse, incontrando spesso stati di insoddisfazione, frustrazione e depressione, e dove  gli uomini aiutano quando i propri impegni umori e recinti sociali ne svegliano lo slancio di compassione e pudore.</p>
<p style="text-align: justify;">Racconto perchè so per certo che questo è stato ed è un vissuto comune di molte donne appartenenti a generazioni precedenti e successive alla mia e, a tuttora, è la norma per molte altre.</p>
<p style="text-align: justify;">Per tutta l&#8217; infanzia e l&#8217; adolescenza ho sentito la condizione di donna una condanna perchè , tra le varie  motivazioni e per alcune mansioni, atta a caricare di pesi mentali emotivi e fisici un solo genere per di piú  incapace di trovare un proprio spazio di riscontro agli occhi della societá se non in qualitá di madre modello, lavoratrice stipendiata o meno.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo sono giunte la ribellione ed i suoi tentativi molteplici, il coraggio di iniziare a fermare la giostra e rifiutare, quello di affermare  opinioni:  un uomo ed una donna sono ugualmente in grado di compiere doveri, piaceri e mansioni con la regolaritá e quotidianitá  che l&#8217; essere un adulto funzionale richiede. Non mi adeguo piú senza repulsione al modello che crea cose da donna e cose da uomini nelle quali la natura biologica non ha nessun punto fermo.</p>
<p style="text-align: justify;">Vivere tanto a stretto contatto l&#8217; esperienza delle donne e delle pratiche della cura mi ha lasciato un bagaglio culturale ampio di conoscenze  pratiche, a volte legate alle leggi dell&#8217;amore altre solo al dovere, e mi ha condotta ad osservare con occhi diversi i miei bisogni imparando ,non senza fatica e pegno, a dare loro valore. Osservo con occhi diversi i compagni con i quali condividere una coppia perchè, anche se la societá cambia  dietro nozioni e titoli culturali e professionali, statistiche e modelli economici da inseguire, la quotidianitá tende ad essere  l&#8217; unica cartina di tornasole di ogni discorso.</p>
<p style="text-align: justify;">Ho appreso leggendo, dallo stesso spiraglio apertomi da quelle donne che mi hanno mostrato i limiti del lavoro di cura, che le cose possono cambiare.</p>
<p style="text-align: justify;">Ho portato queste competenze nella vita di donna adulta, nelle esperienze sociali e relazionali, nel mio lavoro, nell&#8217; assistenza offerta in situazioni di necessitá, nelle attivitá per l&#8217;orto familiare al quale resto legata. Ho memorizzato il valore intrinseco ed estrinseco del lavoro di cura e la necessitá della sua presenza  nelle vite e relazioni umane a cui dona qualitá e spessore.</p>
<p style="text-align: justify;">Fatica, rinunce, limiti che un costume reiterato richiede alle donne, non possono continuare ad essere normalizzati . Necessitiamo che sia condivisa fra i generi la sua pratica, che non venga considerato progresso e soluzione il ribaltare il carico ad altri individui lavoratrici e lavoratori subalterni .</p>
<p style="text-align: justify;">Ovviamente quotidiano è incontrare resistenze alle mie posizioni se  non accetto di compiere mansioni  per un adulto perfettamente in grado di adempierle da sé o che vadano oltre il mio personale confine del giusto linguaggio dell&#8217; affetto e della cura.</p>
<p style="text-align: justify;">I limiti, che incontro spesso e con i quali mi scontro, risultano per me confini da smantellare o iniziare a spostare piú in lá, prendendo quotidianamente consapevolezza del grande  valore che hanno gli insegnamenti e l&#8217; esperienza  appresi e che continuerò ad assimilare dalle donne.</p>
<p style="text-align: justify;">Un percorso che continua sui passi  del presente verso un futuro diverso per chi verrá dopo di me.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Annamaria Ottaiano</em></p>
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