<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Georgika &#187; cambiamenti climatici</title>
	<atom:link href="https://www.georgika.it/wordpress/?feed=rss2&#038;tag=cambiamenti-climatici" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.georgika.it/wordpress</link>
	<description>Terre dei Fuochi. E di Vita.</description>
	<lastBuildDate>Sat, 25 Mar 2023 08:13:41 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=4.1.41</generator>
	<item>
		<title>Terra, fuoco, cambiamenti climatici</title>
		<link>https://www.georgika.it/wordpress/?p=499</link>
		<comments>https://www.georgika.it/wordpress/?p=499#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 22 Jan 2019 17:45:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Miriam Corongiu]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[cambiamenti climatici]]></category>
		<category><![CDATA[terra dei fuochi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.georgika.it/wordpress/?p=499</guid>
		<description><![CDATA[<p>L&#8217;agricoltura è spesso considerata un tema squisitamente tecnico, noioso e culturalmente disancorato dalla modernità, soprattutto perché, nell&#8217;immaginario collettivo, è stata deprivata di tutta la sua nobiltà.  Eppure, soprattutto nelle agende politiche dei movimenti ambientalisti &#8211; legati alla terra come fonte d&#8217;identità profonda e luogo dell&#8217;esistere &#8211; dovrebbe essere  centrale: dovrebbe poter penetrare nel linguaggio comune, in ogni discorso. E dovrebbe [...]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.georgika.it/wordpress/?p=499">Terra, fuoco, cambiamenti climatici</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.georgika.it/wordpress">Georgika</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">L&#8217;agricoltura è spesso considerata un tema squisitamente tecnico, noioso e culturalmente disancorato dalla modernità, soprattutto perché, nell&#8217;immaginario collettivo, è stata deprivata di tutta la sua nobiltà.  Eppure, soprattutto nelle agende politiche dei movimenti ambientalisti &#8211; legati alla terra come fonte d&#8217;identità profonda e luogo dell&#8217;esistere &#8211; dovrebbe essere  centrale: dovrebbe poter penetrare nel linguaggio comune, in ogni discorso. E dovrebbe esserlo non solo perché &#8220;palestra di virtù civili&#8221;, come vuole Virgilio nelle Georgiche, ma perché le civiltà contadine di tutto il mondo insegnano una condivisione del vivere imperniata sui beni comuni da opporre all&#8217;idolatria neoliberista dell&#8217;io (basta guardare ai millenari usi civici)  e perché, oggi, l&#8217;agricoltura nella sua declinazione convenzionale costituisce una gravissima problematica ambientale con effetti devastanti sulla salute delle persone, sulla fertilità dei suoli e sui cambiamenti climatici.</p>
<p style="text-align: justify;">I contadini risentono ormai drammaticamente delle alterazioni del clima e, con ogni probabilità, sono fra coloro che le registrano prima e con maggior attenzione. Un esempio generazionale e al femminile può ben descrivere l&#8217;accelerazione del cambiamento: mia madre ha conosciuto solo la neve del &#8217;56 che a Napoli fu un evento di portata storica; io, al contrario, avevo visto solo un po&#8217; di zucchero a velo sui tetti della mia città. Ma mia figlia, che oggi ha dieci anni soltanto, ne ha invece fatto esperienza già due volte e di entrambe le volte io ricordo la data. In tutti e due casi, soprattutto nell&#8217;ultimo, le colture hanno riportato danni e nel 2018 (anche per eventi non riconducibili al gelo) i <a title="Italia, con disastri naturali persi 48,8 mld in 20 anni" href="http://https://www.ilmessaggero.it/economia/news/italia_con_disastri_naturali_persi_48_8_mld_in_20_anni-4037097.html">danni riportati in agricoltura</a> ammontano a 600 milioni di euro.</p>
<p style="text-align: justify;">Alluvioni, siccità, nevicate sono fenomeni che influenzano moltissimo l&#8217;andamento dei raccolti. L&#8217;aumento progressivo delle temperature globali, nello specifico, comporta  una diversa distribuzione degli agenti patogeni. In soldoni, significa che le colture soggette a stress idrico (troppa acqua o troppo poca) si ammalano di più, cosa che in agricoltura industriale si traduce in un uso ancora più massiccio di fitofarmaci per evitare che le rese produttive calino drasticamente. Sulle conseguenze nefaste dell&#8217;uso, razionale e irrazionale, dell&#8217;agrochimica mi sono già espressa <a title="Pesticidi, una cultura da eradicare" href="http://http://www.georgika.it/wordpress/?p=489">qui</a>. In questo contesto, vale perciò la pena insistere non tanto sui danni <em>causati</em> <em>in agricoltura </em>dalle alterazioni climatiche, ma principalmente sul processo inverso, ossia su quelli <em>provocati dall&#8217;agricoltura</em> al clima.</p>
<p style="text-align: justify;">I gas climalteranti, la cui produzione naturale viene drammaticamente aumentata da quella antropica, sono essenzialmente l&#8217;anidride carbonica, il metano, i gas fluorurati e il protossido di azoto. Nel complesso, si ritiene che l&#8217;agricoltura convenzionale sia responsabile per circa il 25-30% delle emissioni globali di gas serra perché incide pesantemente sulla produzione della maggior parte di essi. E&#8217; basata, infatti, sull&#8217;uso massiccio di combustibili fossili tanto come carburanti dei mezzi meccanici quanto come coadiuvanti e coformulanti degli agrofarmaci. Inoltre, la spropositata fertilizzazione chimica dei terreni &#8211; oltre a provocare serissimi problemi d&#8217;inquinamento delle falde acquifere &#8211; ha determinato un significativo aumento delle emissioni di protossido di azoto. Rivedere, pertanto, la cultura produttiva attuale non è solo un&#8217;alternativa possibile, ma una necessità impellente.</p>
<p style="text-align: justify;">C&#8217;è di più. Se accostassimo le problematiche ambientali specifiche della Terra dei Fuochi, le alterazioni climatiche e la riflessione fin qui condotta sull&#8217;agricoltura, ci renderemmo conto di quanto, tecnicamente e politicamente, tutto si incroci.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;Italia, in quanto paese sottoscrittore del Protocollo di Kyoto, è tenuta ad elaborare periodicamente l&#8217;Inventario Nazionale delle Emissioni (INES) suddividendolo in sei settori: Energia, Processi Industriali, Solventi, Agricoltura, LULUCF (grosso modo consumo di suolo e silvicoltura) e Rifiuti. In tutti questi ambiti, la combustione dei rifiuti presa in esame è esclusivamente quella legale, ossia derivante da incenerimento, cremazione dei corpi e compostaggio. Nessun accenno, chiaramente, alla combustione <em>illegale </em> dei rifiuti che è invece un fenomeno largamente diffuso non soltanto in Campania, ma in tutto il Paese.</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo <a title="In due anni 250 incendi nello smaltimento dei rifiuti: non è normale " href="http://https://www.lastampa.it/2017/09/13/scienza/in-due-anni-incendi-nello-smaltimento-dei-rifiuti-non-normale-lpUTVvHf7Vd1apoyAi0InI/pagina.html"><em>La Stampa </em></a>e soltanto fino al settembre del 2017, sono 250 gli incendi dolosi negli impianti di gestione dei rifiuti. In Campania, nella sola estate del 2018, sono state 8 le piattaforme di stoccaggio andate a fuoco: colonne di fumo nero, densissime e imponenti, hanno messo a rischio le colture e la salute delle popolazioni circostanti nel raggio di molti chilometri. Una fenomenologia criminale così radicata, che in Terra dei Fuochi si accompagna ad una vera e propria quotidianità di roghi appiccati ad ogni discarica abusiva di rifiuti, influisce sicuramente in maniera catastrofica sui cambiamenti climatici e dovrebbe essere registrata anche all&#8217;interno dell&#8217;INES. Varrebbe dunque la pena, per noi ambientalisti, spingere politicamente perché lo sia.</p>
<p><iframe width="860" height="484" src="https://www.youtube.com/embed/l-8jojujUWI?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></p>
<p style="text-align: justify;">Risulta di certo comprensibile che le popolazioni afflitte da un&#8217;ordinaria e locale violenza ambientale non abbiano, probabilmente, sviluppato una sensibilità particolare ad un gravissimo problema globale. Tuttavia, è necessario attivarsi in questa direzione e incrociare sempre la riflessione politica sulla Terra dei Fuochi a quella sul clima. E se, abbandonando per un attimo i Fuochi, ci concentrassimo sulla parola Terra, dovremmo sostenere un deciso cambiamento di passo a favore del modello contadino, l&#8217;unico in grado di poter garantire:</p>
<ul>
<li style="text-align: justify;">giustizia ambientale, perché fa a meno dell&#8217;agrochimica</li>
<li style="text-align: justify;">equità, perché incentrata sui beni comuni</li>
<li style="text-align: justify;">economia produttiva di segno positivo, come dimostrano i moderni studi agroecologia</li>
<li style="text-align: justify;">un rinnovato senso di umanità perché la spiritualità diffusa in tutte le civiltà contadine è ciò che ci serve per immaginare un mondo diverso</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">In fondo, dedicare tutto a questa terra è quello che facciamo da sempre: combattiamo per lei, per il diritto di restarci, perché non venga deturpata e perché continui ad avere radici lunghissime e delicate nella memoria di ciascuno di noi. L&#8217;agricoltura, dunque, non è solo la storia di questa regione. E&#8217; il futuro radioso che ci attende se sapremo coltivare opportunamente il nostro passato.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Miriam Corongiu</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Intervento preparato per Stop Biocidio nell&#8217;ambito di Occupy Climate Change, incontro incentrato sulle strategie di contrasto ai cambiamenti climatici e promosso da Marco Armiero, direttore dell’Environmental Humanities Laboratory del KTH Royal Institute Technology di Stoccolma. </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Foto in evidenza: Luigi Viglione</em></p>
<p style="text-align: justify;">
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.georgika.it/wordpress/?p=499">Terra, fuoco, cambiamenti climatici</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.georgika.it/wordpress">Georgika</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.georgika.it/wordpress/?feed=rss2&#038;p=499</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Quaderni di campagna: la neve!</title>
		<link>https://www.georgika.it/wordpress/?p=477</link>
		<comments>https://www.georgika.it/wordpress/?p=477#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 26 Feb 2018 18:32:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Miriam Corongiu]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[cambiamenti climatici]]></category>
		<category><![CDATA[campagna]]></category>
		<category><![CDATA[neve]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.georgika.it/wordpress/?p=477</guid>
		<description><![CDATA[<p>Un mattino, si prende il tempo per guardarsi vivere &#8211; &#8220;Neve&#8221;, Maxence Fermine, 1999 La neve è un&#8217;esperienza davvero insolita qui al sud. Ti alzi una mattina, una delle tante, e aprendo le finestre ti accorgi che quando nevica perfino l&#8217;aria ti appare bianca. Fiocchi grandi come tulle da sposa e leggeri come il cuore dei bimbi all&#8217;aperto&#8230;una meraviglia come [...]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.georgika.it/wordpress/?p=477">Quaderni di campagna: la neve!</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.georgika.it/wordpress">Georgika</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<blockquote>
<p style="text-align: justify;"><em>Un mattino, si prende il tempo per guardarsi vivere &#8211; &#8220;Neve&#8221;, Maxence Fermine, 1999</em></p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">La neve è un&#8217;esperienza davvero insolita qui al sud. Ti alzi una mattina, una delle tante, e aprendo le finestre ti accorgi che quando nevica perfino l&#8217;aria ti appare bianca. Fiocchi grandi come tulle da sposa e leggeri come il cuore dei bimbi all&#8217;aperto&#8230;una meraviglia come poche.</p>
<p style="text-align: justify;">E che si fa nelle giornate di neve qui da noi? Si cambiano le regole.</p>
<p style="text-align: justify;">La prima cosa da fare è raccogliere la neve in apposite ciotoline, mi sembra logico, perché possano essere riposte in freezer e annusate quando l&#8217;inverno sarà archiviato. Poi passeggiare in giardino e nell&#8217;orto, rigorosamente senza i vestiti adatti, perché tornare in casa perfettamente asciutte non ha senso. Infine, fotografare i dettagli di un paesaggio che non si dimentica in regioni assolate come questa&#8230;e allora via alle foglie del nespolo bianche e pesanti fino al suolo, alle purissime panoramiche lunari e a quei dettagli sparsi a caso tra alberi e siepi che sono il racconto più preciso di un clima capriccioso, quello che da tempo coniuga i fiori della prima primavera con il ghiaccio.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.georgika.it/wordpress/wp-content/uploads/2018/02/piselli_neve.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-480" src="http://www.georgika.it/wordpress/wp-content/uploads/2018/02/piselli_neve-165x300.jpg" alt="piselli_neve" width="165" height="300" /></a>Il rosa pallido degli albicocchi, lì nel bianco della neve, avrebbe un gran successo al cinema come allegoria del risveglio, ma le gemme quest&#8217;anno sono fiorite prematuramente mentre l&#8217;inverno doveva ancora superbamente dispiegarsi. Non è un buon segno per chi di albicocchi ci vive.</p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; già la seconda volta che mia figlia vede la neve cadere abbondante, mentre mia madre, fino a pochi anni fa, ricordava solo quella del &#8217;56. Il clima cambia in fretta e noi si fa una gran fatica a stargli dietro. Al contrario, i passi fatti dai grandi del mondo sull&#8217;argomento sono troppo lenti e a noi contadini tocca subire le conseguenze di scelte distruttive per l&#8217;intero pianeta. Ne siamo anche responsabili, però: il 25% delle emissioni di gas serra &#8211; dalle quali dipendono queste alterazioni &#8211; vengono proprio dall&#8217;agricoltura convenzionale, quella supermeccanizzata e dipendente dal petrolio.</p>
<p style="text-align: justify;">Tuttavia, come non essere felici di questa spruzzata di zucchero a velo sul tuo mondo: hai una bimba dalle guance arrossate dal freddo che ride felice nelle sue scarpe zuppe.</p>
<p style="text-align: justify;">Torni dentro, prepari per tutti un brodo caldo con le verdure avanzate sul banco delle vendite, perché in campagna non si butta via niente e perché una madre fa sempre così. E&#8217; la sua &#8220;mammitudine&#8221;. E mentre tutto rallenta e la neve sparisce, lasciando solo un gran freddo e un ricordo per sempre allegro, metti le spezie nel vino, qualche biscotto in un piatto e, scrivendo accanto al fuoco, gusti un vin brulè.</p>
<p style="text-align: justify;">La neve è bella. Ma la vita molto di più.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.georgika.it/wordpress/?p=477">Quaderni di campagna: la neve!</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.georgika.it/wordpress">Georgika</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.georgika.it/wordpress/?feed=rss2&#038;p=477</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
