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	<title>Georgika &#187; 17 aprile</title>
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	<description>Terre dei Fuochi. E di Vita.</description>
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		<title>Questione di QUORUM</title>
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		<pubDate>Sun, 17 Apr 2016 10:06:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Miriam Corongiu]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[17 aprile]]></category>
		<category><![CDATA[decrescita felice]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Il Referendum del 17 aprile è davvero una dichiarazione d’amore. E non solo per il nostro mare. Siamo chiamati a riprenderci il ruolo centrale nei processi decisionali che ci spetta di diritto e siamo chiamati a fare una scelta capace di futuro. Ci si chiede un gesto, un SI: un SI al rispetto della Vita le cui ragioni dovrebbero essere [...]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Il Referendum del 17 aprile è davvero una dichiarazione d’amore. E non solo per il nostro mare. Siamo chiamati a riprenderci il ruolo centrale nei processi decisionali che ci spetta di diritto e siamo chiamati a fare una scelta capace di futuro. Ci si chiede un gesto, un SI: un SI al rispetto della Vita le cui ragioni dovrebbero essere sempre il faro dei nostri giorni.</p>
<p style="text-align: justify;">Decidere che le estrazioni in mare di idrocarburi entro le 12 miglia dalla costa debbano essere fermate allo scadere della concessione e non all’esaurimento dei giacimenti è affermare il desiderio di cambiamento. Questo quesito referendario non è solo una goccia nel mare, per quanto possa sembrare di esiguo respiro: è, nei fatti, il punto di partenza del lungo viaggio verso la necessaria transizione dall’ (in)civiltà del petrolio a quella della riduzione degli sprechi energetici in primis e dell’obiettivo 100% rinnovabili poi. E a giudicare dai chiari tentativi del Governo di boicottare le urne con il costosissimo scorporamento dalle prossime amministrative, dal clamoroso anticipo della data, dall’averci riservato un solo giorno per il voto e dal silenzio stampa con cui ha tentato di condire tutta la vicenda, è anche l’occasione per dimostrare che siamo ancora interessati alle sorti del nostro Paese e che abbiamo tutta l’intenzione di tornare a essere protagonisti della vita politica dalla quale cercano di escluderci a tutti i costi.</p>
<p style="text-align: justify;">Non solo possiamo, ma dobbiamo.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.georgika.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/04/si-lo-voglio1.jpg"><img class=" size-medium wp-image-376 alignleft" src="http://www.georgika.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/04/si-lo-voglio1-300x293.jpg" alt="si, lo voglio" width="300" height="293" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Gli inviti all’astensionismo proprio all’apertura di un’intera stagione referendaria, vergognosi per un capo di Governo, dovrebbero farci saltare dalla sedia e ci dicono quanto la nostra classe dirigente abbia a cuore l’opinione dei cittadini. Noi della Decrescita Felice crediamo, invece, che la somma di tanti comportamenti virtuosi possa smuovere le montagne e non solo perché alla matematica non si sfugge. Ci crediamo perché riprenderci il nostro ruolo nel mondo, facendo scaturire dall’amore per l’Universo un profondo senso di responsabilità per tutto ciò che ci circonda, significa scegliere ogni giorno da che parte stare. Significa rifiutare la passività e agire concretamente sul territorio, anche incamminandoci verso i seggi elettorali in una domenica di aprile.</p>
<p style="text-align: justify;">Significa cercare di ristabilire correttamente il vero ordine tra causa ed effetto e gridare all’ingiustizia laddove la rileviamo. L’oro nero affama e uccide le popolazioni che vivono nei distretti petroliferi. In nome del petrolio si scatenano infinite guerre i cui devastanti effetti si ripercuotono non solo dove vengono combattute, ma anche qui dove ci sentiamo più al sicuro. Non è progresso quello che ci costringe a scegliere tra lavoro e salute, non è futuro quello in cui una parte del mondo sfrutta l’altra per potersi approvvigionare di risorse sempre più rare mentre distrugge l’intero ecosistema solo per poter stabilire il primato del più forte.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.decrescita.com/news/wp-content/uploads/2016/04/no-triv_3.jpg" rel="attachment wp-att-13804"><img class="alignright size-medium wp-image-13804" src="http://www.decrescita.com/news/wp-content/uploads/2016/04/no-triv_3-229x300.jpg" alt="no triv_3" width="229" height="300" /></a>Voi non credete che tutto questo c’entri con il referendum del 17 aprile? Noi SI.</p>
<p style="text-align: justify;">Perché siamo con orgoglio le lumache che credono nei piccoli passi e perché sappiamo che ogni cambiamento -che non sia solo di facciata &#8211; richiede tempo e sempre una scintilla da cui far divampare il fuoco.</p>
<p style="text-align: justify;">Domenica prossima, perciò, diciamo SI al nostro futuro e dichiariamo con passione il nostro amore per il mare e per la vita. In fondo è, come sempre, una questione di Quorum.</p>
<p style="text-align: justify;">Articolo pubblicato su <a title="Decrescita Felice Social Network" href="http://www.decrescita.com/news/">Decrescita Felice Social Network</a></p>
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		<title>No Triv e il 17 aprile: la marea che sale dal basso</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Apr 2016 21:21:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Miriam Corongiu]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[decrescita felice]]></category>
		<category><![CDATA[17 aprile]]></category>
		<category><![CDATA[no triv]]></category>
		<category><![CDATA[referendum]]></category>
		<category><![CDATA[trivellazioni]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Il 17 aprile siamo tutti chiamati a esercitare un diritto fondamentale. Qualunque cosa dicano il premier Renzi e le varie voci a favore del NO, il referendum abrogativo sulle trivelle non è inutile e non verte solo su un dettaglio tecnico: è la possibilità di riappropriarci di uno strumento, l’ultimo, di democrazia diretta e di dare un giudizio politico sull’operato [...]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Il 17 aprile siamo tutti chiamati a esercitare un diritto fondamentale. Qualunque cosa dicano il premier Renzi e le varie voci a favore del NO, il referendum abrogativo sulle trivelle non è inutile e non verte solo su un dettaglio tecnico: è la possibilità di riappropriarci di uno strumento, l’ultimo, di democrazia diretta e di dare un giudizio politico sull’operato di un governo le cui strategie energetiche, come dimostra il recente scandalo di Tempa Rossa in Basilicata, hanno il solo scopo di favorire i finanzieri dell’oro nero.</p>
<p style="text-align: justify;">Il quesito referendario, l’unico di sei sopravvissuto al vaglio della Corte Costituzionale, pone un interrogativo preciso: noi italiani dovremo decidere se le concessioni per la coltivazione di idrocarburi a meno di dodici miglia dalla costa dovranno cessare all’esaurimento dei giacimenti di gas o petrolio che vi insistono oppure al termine della durata della concessione (trent’anni che possono, tra varie proroghe, arrivare anche a cinquanta). Intorno a quella che sembra una goccia nel mare, una specie di cavillo giuridico, si muovono non solo i due schieramenti del SI e del NO, ma due concezioni del mondo del tutto antitetiche. Forti solo della loro volontà e del senso critico che un governo molto autoritario e poco autorevole sa instillare, i “quattro comitatini” che pullulano su tutto il territorio nazionale hanno ingaggiato una feroce lotta contro il tempo, sostenendo sopra ogni cosa il diritto dei popoli ad autodeterminarsi. Il Coordinamento Nazionale No Triv, che da anni catalizza le lotte e le esperienze delle comunità afflitte dall’insulto ambientale prodotto dalle trivellazioni, ha messo in campo mille iniziative e una campagna referendaria come poche: creatività, spirito, informazione capillare.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://decrescitafelice.it/wp-content/uploads/si-lo-voglio-2-1.jpg" rel="attachment wp-att-11584"><img class="alignright wp-image-11584" src="http://decrescitafelice.it/wp-content/uploads/si-lo-voglio-2-1.jpg" srcset="http://decrescitafelice.it/wp-content/uploads/si-lo-voglio-2-1-150x150.jpg 150w, http://decrescitafelice.it/wp-content/uploads/si-lo-voglio-2-1-300x300.jpg 300w, http://decrescitafelice.it/wp-content/uploads/si-lo-voglio-2-1.jpg 540w" alt="si, lo voglio 2" width="471" height="471" /></a>Quell’informazione artatamente boicottata, come tutto il referendum, sulla TV generalista e sui quotidiani main stream, è invece passata sul web, sui social networks e soprattutto in migliaia di incontri, convegni, banchetti informativi, catene umane, flash mob, spot di artisti, concerti, cortometraggi. Insomma, quanto più Renzi pensa di oscurare, tanto più i territori fanno luce con il mezzo più potente che hanno a disposizione: la cultura. Stare insieme, uniti nell’impegno attivo e nello sviluppo di sapere e consapevolezza, diventa così  una rivoluzione pacifica.</p>
<p style="text-align: justify;">Fossi in Renzi, rifletterei su questa ondata che viene dal basso. Non tanto in virtù del 18 aprile: il giorno dopo il referendum, non si perderà nessun posto di lavoro, né – come la mala fede fa dire ai sostenitori del NO – dovremo fare a meno del petrolio o del gas metano da un momento all’altro. La password è “transizione” e l’espressione chiave è riduzione graduale dei consumi e degli sprechi a vantaggio di forme alternative di energia pulita. Transizione vuol dire passaggio, trasformazione. Vuol dire che nuovi comparti energetici in grado di rispettare l’ambiente, se favoriti, produrranno impiego senza cannibalizzare altre forme di economie territoriali come turismo e agricoltura.</p>
<p style="text-align: justify;">Il Primo Ministro non comprende che la gente, in maniera molto naturale e spontanea, si riconosce nell’opposizione (e lo si legge sui comunicati di tutti i comitati referendari) ad un modello di sviluppo iniquo e assassino. A questo punto, caro Matteo, non siamo solo noi della Decrescita Felice a necessitare le cure di “uno bravo”, come lei di recente ha sostenuto. Siamo i 60.000 di Lanciano, i 130.000 della Terra dei Fuochi, i 40.000 di Potenza. Siamo tanti, troppi. Siamo persone con una visione di ampio respiro e con una speranza: quella di liberarci di uomini come lei che pensano di poter soffocare le nostre aspettative e, quel che è peggio, di barattare la nostra vita con un pugno di barili di petrolio a colpi di emendamenti notturni e telefonate imbarazzanti.</p>
<p style="text-align: justify;">Siamo stanchi di dover scegliere tra lavoro e salute, tra il pane e le cure mediche. In molti casi, siamo addirittura disperati. Ma sappiamo che è la vita dei nostri figli a essere il vero oro. E non è certo nero.</p>
<p style="text-align: justify;">Pertanto, questo referendum, che ci è costato tanto quanto tutte le royalties provenienti dagli idrocarburi estratti nell’ultimo anno e solo perché lei ha pensato di metterci i bastoni tra le ruote scorporandolo dalle amministrative di maggio, non è affatto un dettaglio tecnico: è la possibilità che lei ci ha gentilmente concesso di essere ancora di più una comunità consapevole, unita, forte. In questo, lo devo ammettere, lei ha ottenuto più risultati dello stesso Coordinamento Nazionale No Triv.</p>
<p style="text-align: justify;">A fronte del suo gravissimo e vergognoso invito all’astensionismo, di tutti i sotterfugi adottati con la Legge di Stabilità per non arrivare alle urne e indipendentemente dai risultati del referendum stesso, noi oggi siamo nei fatti una marea. E il mare, ci pensi su,  non lo ferma nessuno: nemmeno le sue trivelle.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Miriam Corongiu</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Articolo pubblicato sul sito nazionale di</em> <a title="No Triv e il 17 aprile: la marea che sale dal basso" href="http://decrescitafelice.it/2016/04/no-triv-e-il-17-aprile-la-marea-che-sale-dal-basso/">MDF:http://decrescitafelice.it/2016/04/no-triv-e-il-17-aprile-la-marea-che-sale-dal-basso/</a></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><em><span class="whole-read-more">“Per me l’uomo colto è colui che sa dove andare a cercare l’informazione nell’unico momento della sua vita in cui gli serve” – Umberto Eco</span></em></p>
<p><a href="http://www.notriv.com/">Coordinamento Nazionale No Triv</a></p>
<p><a href="http://dorsogna.blogspot.it/">Maria Rita D’Orsogna – fisico, docente universitario, attivista ambientale</a></p>
<p><a href="https://www.youtube.com/watch?v=aubnsXS-_FY">Enzo Di Salvatore, docente di Diritto Costituzionale e co-fondatore del CN No Triv – Le Ragioni del SI</a></p>
<p><a href="https://www.youtube.com/watch?v=n6d-oVTJVW8">Criminali dalla faccia pulita – Roberto Pennisi, DNA, sui legami tra mafie e imprenditoria deviata nell’Italia dei Veleni. Intervista di Pino Ciociola.</a></p>
<p><a href="https://andreaspartaco.wordpress.com/amaralucania_il-film/">Amara Lucania – docufilm di Andrea Spartaco</a></p>
<p><a href="http://www.decrescita.com/news/si-contro-ignoranza-e-bugie/">“Referendum 17 aprile: SI contro ignoranza e bugie” di Igor Giussani, Decrescita Felice Social Network</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.georgika.it/wordpress/?p=362">No Triv e il 17 aprile: la marea che sale dal basso</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.georgika.it/wordpress">Georgika</a>.</p>
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