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	<title>Commenti a: Il bisso, la seta fatta di vento</title>
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	<description>Terre dei Fuochi. E di Vita.</description>
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		<title>Di: Marchuk Alla</title>
		<link>https://www.georgika.it/wordpress/?p=185#comment-160</link>
		<dc:creator><![CDATA[Marchuk Alla]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Jun 2021 22:13:25 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Care signore, ho visto pinna nobilis con i miei propri occhi nella laguna di Venezia. E una meraviglia! Peccato che non ho fatto le foto.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Care signore, ho visto pinna nobilis con i miei propri occhi nella laguna di Venezia. E una meraviglia! Peccato che non ho fatto le foto.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Sabrina Balbinetti</title>
		<link>https://www.georgika.it/wordpress/?p=185#comment-159</link>
		<dc:creator><![CDATA[Sabrina Balbinetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 13 Mar 2021 20:25:30 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Non si vende, non si compra, l’oro del mare si puo solo donare 

Mentre il Chaos regnava sui venti
 e ribolliva il brodo primordiale,
 Gaia, plasmata da mani sapienti 
 prendeva forma in modo ancestrale.

 Sferica, armoniosa, sfidando gli Dei,
 danza sciolta con cadenza tribale.
 In un girotondo disegnato per lei
 si muove sinuosa nel suo madrigale!

 Solida, in parte, scorre nelle vene,
 acqua impetuosa di cristalli adorna.
 Sotto i fondali di celata speme
 a conservar mistero la risacca torna.

 Brilla il tridente, mescola nel mare, 
 latte di luna e prezioso bisso,
 un Poseidone stanco di amare
 molla gli ormeggi con lo sguardo fisso!

 L’oro del mare ha portato in dono,
 trina tessuta di inegual bellezza
 che come cornucopia nel suo cono 
 stupisce con l’arcana sua fattezza!

 Il tempo ha inciso, impresso, sul fondale
 la legge che nell’acqua è sovrana: 
“Quello che togli... li, dovrà tornare”
inclusa la matassa filigrana! 

 Nei secoli, dispersi nell’abisso,
 migliaia di forzieri colmi d’oro 
 a riscattar chi fece allor del bisso
 commercio estremo senza alcun decoro!

 

Autore: Sabrina Balbinetti  Poesia pubblicata il 12/07/2017]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Non si vende, non si compra, l’oro del mare si puo solo donare </p>
<p>Mentre il Chaos regnava sui venti<br />
 e ribolliva il brodo primordiale,<br />
 Gaia, plasmata da mani sapienti<br />
 prendeva forma in modo ancestrale.</p>
<p> Sferica, armoniosa, sfidando gli Dei,<br />
 danza sciolta con cadenza tribale.<br />
 In un girotondo disegnato per lei<br />
 si muove sinuosa nel suo madrigale!</p>
<p> Solida, in parte, scorre nelle vene,<br />
 acqua impetuosa di cristalli adorna.<br />
 Sotto i fondali di celata speme<br />
 a conservar mistero la risacca torna.</p>
<p> Brilla il tridente, mescola nel mare,<br />
 latte di luna e prezioso bisso,<br />
 un Poseidone stanco di amare<br />
 molla gli ormeggi con lo sguardo fisso!</p>
<p> L’oro del mare ha portato in dono,<br />
 trina tessuta di inegual bellezza<br />
 che come cornucopia nel suo cono<br />
 stupisce con l’arcana sua fattezza!</p>
<p> Il tempo ha inciso, impresso, sul fondale<br />
 la legge che nell’acqua è sovrana:<br />
“Quello che togli&#8230; li, dovrà tornare”<br />
inclusa la matassa filigrana! </p>
<p> Nei secoli, dispersi nell’abisso,<br />
 migliaia di forzieri colmi d’oro<br />
 a riscattar chi fece allor del bisso<br />
 commercio estremo senza alcun decoro!</p>
<p>Autore: Sabrina Balbinetti  Poesia pubblicata il 12/07/2017</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Miriam Corongiu</title>
		<link>https://www.georgika.it/wordpress/?p=185#comment-152</link>
		<dc:creator><![CDATA[Miriam Corongiu]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Jan 2019 16:56:10 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.georgika.it/wordpress/?p=185#comment-152</guid>
		<description><![CDATA[Cara Antonella,
ovviamente pubblico anche questo suo ulteriore commento. E ci mancherebbe. 
Nel risponderle, ribadisco soltanto che l&#039;intento del pezzo non era storico, né filologico. Solo raccontare &quot;il filo&quot; che, tra passato e presente, può farci ricordare che c&#039;è sempre un altro modo di vivere, un modo non legato al profitto ad ogni costo. 
Se le fonti che ho consultato non &quot;hanno dato prova di grande attendibilità&quot; - pur trattandosi di pubblicazioni su quotidiani nazionali e su siti legati alle ricerche sul bisso (fatta eccezione per quello della Vigo, sulla credibilità della quale pare si giochi tutta la vicenda legata a questo articolo), io - che non mi occupo di bisso, né di storia locale - non ho modo di valutarlo correttamente. E&#039; un articolo su un diario personale, non una ricerca scientifica. Questo credo che in qualche modo sia lavoro suo. 
Se, però, lei pensa che io abbia potuto offendere qualcuna delle persone citate o dei loro familiari, me ne dispiace sinceramente. 
Sono disposta anche a credere che sia vero che non esistano dispute interne al mondo del bisso, ma purtroppo non è certo questo che si percepisce. Ciò che si legge in chiaroscuro - e con questo non necessariamente mi riferisco a lei, non la conosco - è una Vigo famosa per questo lavoro di fascinazione (chiamiamolo così) che è stata capace di costruire e molti altri che ne contestano la validità. 
Ad ogni modo, se lei lo ritenesse opportuno e per quello che vale, pubblicherei su questo blog anche un suo articolo in cui lei potrebbe spiegare il bisso dal suo punto di vista e secondo le sue ricerche. Anzi, ne sarei felice. 
Ho sempre pensato a &quot;Georgika&quot; come ad uno spazio libero, quindi se le fa piacere può mandarmi quello che vuole. 

La ringrazio ad ogni modo per le spiegazioni e la saluto, sinceramente, con cordialità.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Cara Antonella,<br />
ovviamente pubblico anche questo suo ulteriore commento. E ci mancherebbe.<br />
Nel risponderle, ribadisco soltanto che l&#8217;intento del pezzo non era storico, né filologico. Solo raccontare &#8220;il filo&#8221; che, tra passato e presente, può farci ricordare che c&#8217;è sempre un altro modo di vivere, un modo non legato al profitto ad ogni costo.<br />
Se le fonti che ho consultato non &#8220;hanno dato prova di grande attendibilità&#8221; &#8211; pur trattandosi di pubblicazioni su quotidiani nazionali e su siti legati alle ricerche sul bisso (fatta eccezione per quello della Vigo, sulla credibilità della quale pare si giochi tutta la vicenda legata a questo articolo), io &#8211; che non mi occupo di bisso, né di storia locale &#8211; non ho modo di valutarlo correttamente. E&#8217; un articolo su un diario personale, non una ricerca scientifica. Questo credo che in qualche modo sia lavoro suo.<br />
Se, però, lei pensa che io abbia potuto offendere qualcuna delle persone citate o dei loro familiari, me ne dispiace sinceramente.<br />
Sono disposta anche a credere che sia vero che non esistano dispute interne al mondo del bisso, ma purtroppo non è certo questo che si percepisce. Ciò che si legge in chiaroscuro &#8211; e con questo non necessariamente mi riferisco a lei, non la conosco &#8211; è una Vigo famosa per questo lavoro di fascinazione (chiamiamolo così) che è stata capace di costruire e molti altri che ne contestano la validità.<br />
Ad ogni modo, se lei lo ritenesse opportuno e per quello che vale, pubblicherei su questo blog anche un suo articolo in cui lei potrebbe spiegare il bisso dal suo punto di vista e secondo le sue ricerche. Anzi, ne sarei felice.<br />
Ho sempre pensato a &#8220;Georgika&#8221; come ad uno spazio libero, quindi se le fa piacere può mandarmi quello che vuole. </p>
<p>La ringrazio ad ogni modo per le spiegazioni e la saluto, sinceramente, con cordialità.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Antonella</title>
		<link>https://www.georgika.it/wordpress/?p=185#comment-151</link>
		<dc:creator><![CDATA[Antonella]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Jan 2019 02:17:26 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.georgika.it/wordpress/?p=185#comment-151</guid>
		<description><![CDATA[Cara Miriam, il mio tono non era  offensivo. Non lo era nella forma, nel contenuto e nell&#039;intenzione. Mi sono limitata a fare alcune  smentite, neanche tutte, peraltro senza formulare alcun giudizio. Personalmente sono convinta della sua buona fede ma è evidente che tra le  fonti da lei citate ve ne sia qualcuna che sull&#039;argomento bisso marino non abbia dato prova di grande attendibilità ed è ad esse che dovrebbe rivolgere il suo rammarico e non certo alla sottoscritta. 
La mia frase finale voleva essere un richiamo all&#039;onestà intellettuale, a un&#039;informazione corretta, a evitare che storie non corrispondenti a realtà siano divulgate come vere, ed era rivolto a tutti coloro che diffondono disinformazione con colpevole consapevolezza.

Nel merito delle smentite, che ribadisco tutte, mi permetto di aggiungere che :
- Sui racconti del dottor Basso  Arnoux e della signora Rita del Bene nel suo articolo lei scrive trattarsi di &quot;storie di moderna mercificazione, se non di avidità&quot;.  Poi, a proposito della vicenda della signora del Bene afferma che  &quot;aleggia un&#039;aura di leggenda&quot;.  In realtà non aleggia nessuna aura in quanto non esiste nessuna leggenda in merito.  Si tratta infatti  di una storia del tutto priva di fondamento, creata di sana pianta, incuranti dei sentimenti dei famigliari della signora, tuttora viventi. 
Per quanto riguarda  il dottor Basso Arnoux è doveroso ricordare che fu un uomo di tutto rispetto e di grande valore umano che tanto fece per sollevare le sorti di poveri pescatori e artigiani.

Nel merito della sua risposta :
- lei parla di  &quot;dispute interne al mondo del bisso sardo tra chi debba considerarsi un maestro e chi no&quot; ma in realtà non esiste alcuna disputa su questo tema di nessuna importanza. Il vero oggetto della controversia  è semmai un&#039;altro e cioè lo stravolgimento di una nostra tradizione e la distorsione di una nostra memoria storica. Per quanto riguarda la fascinazione questa potrebbe essere un valore aggiunto solo nel caso la si cerchi lavorando sulla forma e non sostituendo il contenuto  svuotandolo della sua autenticità.
- In ultimo, ma non meno importante,  non ho espresso nessun tipo di considerazione nei confronti della signora Vigo. Mi sono limitata a smentire le informazioni non rispondenti a realtà  e a  fare le dovute precisazioni senza esprimer alcun tipo di giudizio o considerazione.

In ultimo, per quanto riguarda l&#039;etimologia e il significato del termine bisso nella Bibbia mi permetto di suggerirle le ultime pubblicazioni della ricercatrice Felicitas Maeder.

Nel prendere atto dell&#039;onestà intellettuale dimostrata con la pubblicazione del  mio precedente commento di smentita, la saluto cordialmente]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Cara Miriam, il mio tono non era  offensivo. Non lo era nella forma, nel contenuto e nell&#8217;intenzione. Mi sono limitata a fare alcune  smentite, neanche tutte, peraltro senza formulare alcun giudizio. Personalmente sono convinta della sua buona fede ma è evidente che tra le  fonti da lei citate ve ne sia qualcuna che sull&#8217;argomento bisso marino non abbia dato prova di grande attendibilità ed è ad esse che dovrebbe rivolgere il suo rammarico e non certo alla sottoscritta.<br />
La mia frase finale voleva essere un richiamo all&#8217;onestà intellettuale, a un&#8217;informazione corretta, a evitare che storie non corrispondenti a realtà siano divulgate come vere, ed era rivolto a tutti coloro che diffondono disinformazione con colpevole consapevolezza.</p>
<p>Nel merito delle smentite, che ribadisco tutte, mi permetto di aggiungere che :<br />
&#8211; Sui racconti del dottor Basso  Arnoux e della signora Rita del Bene nel suo articolo lei scrive trattarsi di &#8220;storie di moderna mercificazione, se non di avidità&#8221;.  Poi, a proposito della vicenda della signora del Bene afferma che  &#8220;aleggia un&#8217;aura di leggenda&#8221;.  In realtà non aleggia nessuna aura in quanto non esiste nessuna leggenda in merito.  Si tratta infatti  di una storia del tutto priva di fondamento, creata di sana pianta, incuranti dei sentimenti dei famigliari della signora, tuttora viventi.<br />
Per quanto riguarda  il dottor Basso Arnoux è doveroso ricordare che fu un uomo di tutto rispetto e di grande valore umano che tanto fece per sollevare le sorti di poveri pescatori e artigiani.</p>
<p>Nel merito della sua risposta :<br />
&#8211; lei parla di  &#8220;dispute interne al mondo del bisso sardo tra chi debba considerarsi un maestro e chi no&#8221; ma in realtà non esiste alcuna disputa su questo tema di nessuna importanza. Il vero oggetto della controversia  è semmai un&#8217;altro e cioè lo stravolgimento di una nostra tradizione e la distorsione di una nostra memoria storica. Per quanto riguarda la fascinazione questa potrebbe essere un valore aggiunto solo nel caso la si cerchi lavorando sulla forma e non sostituendo il contenuto  svuotandolo della sua autenticità.<br />
&#8211; In ultimo, ma non meno importante,  non ho espresso nessun tipo di considerazione nei confronti della signora Vigo. Mi sono limitata a smentire le informazioni non rispondenti a realtà  e a  fare le dovute precisazioni senza esprimer alcun tipo di giudizio o considerazione.</p>
<p>In ultimo, per quanto riguarda l&#8217;etimologia e il significato del termine bisso nella Bibbia mi permetto di suggerirle le ultime pubblicazioni della ricercatrice Felicitas Maeder.</p>
<p>Nel prendere atto dell&#8217;onestà intellettuale dimostrata con la pubblicazione del  mio precedente commento di smentita, la saluto cordialmente</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Miriam Corongiu</title>
		<link>https://www.georgika.it/wordpress/?p=185#comment-147</link>
		<dc:creator><![CDATA[Miriam Corongiu]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Feb 2018 11:00:46 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.georgika.it/wordpress/?p=185#comment-147</guid>
		<description><![CDATA[Cara Antonella, mi dispiace aver moderato il suo commento solo ora. Non riesco a seguire il blog da un po&#039;. Mi dispiace anche il suo tono, per la verità, che trovo inutilmente offensivo. In rete si ha sempre l&#039;impressione di avere a che fare con ologrammi, ma come siamo tenuti nella realtà ad una certa pacatezza nell&#039;approcciarci agli altri, siamo tenuti anche in rete a fare altrettanto.
Nel merito: 
- ho scritto questo articolo circa tre anni fa e l&#039;eco che ha avuto francamente mi sorprende molto. Anche  se questa non è certo una testata giornalistica, ma poco più che un diario personale, sono tenuta anch&#039;io ad attenermi quanto più possibile alla verità e ad un lavoro sulle fonti che, però, in nessun caso può essere considerato esaustivo. E mai potrà esserlo nel caso del bisso visto che le fonti non sono poi così chiare come dice lei: perfino su cosa si intenda per bisso mi pare ci sia molto da discutere tra gli studiosi. Il mio intento - ad ogni modo - era solo raccontare un passato che sparisce e un&#039;arte antica: le dispute interne al mondo del bisso sardo (di cui non faccio parte) tra chi debba considerarsi un maestro e chi no, mi riguardano molto poco. 
Quando lavoravo al pezzo, ho trovato molte lettere scritte dai sostenitori di Chiara Vigo in merito alla questione Italo Diana (alcune sulla Gazzetta del Sulcis, numeri di luglio e settembre 2014) e le relative risposte: sono al corrente delle vostre discussioni interne, ma non so e non posso valutare - a rigor storico - chi di voi abbia ragione. E nemmeno mi interessa. Volevo raccontare il bisso come possibilità e come passione. 
- per quanto riguarda le fonti ho spaziato dalla su citata Gazzetta del Sulcis a firma di Claudio Moica, al Corriere della Sera a firma di Susanna Lavazza (autrice del testo sulla Vigo) e non solo, a La Repubblica a firma di Carlo Floris, a Fame di Sud (testata giornalistica registrata) alle pagine informative di http://www.muschelseide.ch/it.html e il progetto sul bisso dalla cui bibliografia ho tratto alcune letture, a Sergio Flore, al sito del Museo di Chiara Vigo, e moltissime altre per Taranto che solo per questioni di tempo e opportunità non le elenco. 
- lei mi muove una critica sulla fantasiosità delle notizie inserite nel pezzo: ma guardi che il mio articolo in nessun caso voleva proporsi come uno studio. Anzi, parto con il parlare di una leggenda e torno a dirlo esplicitamente a proposito della Del Bene e dei famigerati 3500kg di bisso. Basta rileggere il pezzo per capire quale ne sia il registro. 
- in definitiva, ciò che mi interessava e mi interessa tuttora era raccontare una fascinazione perché abbiamo bisogno anche di questo, di immaginare, di rimanere avvinti, e di capire attraverso i mestieri del passato quanto il lavoro di oggi si sia snaturato. Lei dice che Chiara Vigo abbia puntato tutto su questo? Esclusivamente sulla fantasia? Non lo so, probabile. Lascio a voi esperti (se lei lo è) il compito di capire se c&#039;è mistificazione o addirittura frode. Ma di sicuro se non fosse per lei di bisso non si parlerebbe affatto. 
Ad ogni modo, vorrei fosse chiaro a lei e a chi legge che io da quello che scrivo su questo blog (che non ha nemmeno inserti pubblicitari) non guadagno nemmeno un centesimo. 
Credo anche che chi legge (e lo dimostrano i commenti) abbia compreso le finalità del racconto: parla di nostalgia per qualcosa il cui valore non può essere monetizzato. 
Nel salutarla, la ringrazio per il commento.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Cara Antonella, mi dispiace aver moderato il suo commento solo ora. Non riesco a seguire il blog da un po&#8217;. Mi dispiace anche il suo tono, per la verità, che trovo inutilmente offensivo. In rete si ha sempre l&#8217;impressione di avere a che fare con ologrammi, ma come siamo tenuti nella realtà ad una certa pacatezza nell&#8217;approcciarci agli altri, siamo tenuti anche in rete a fare altrettanto.<br />
Nel merito:<br />
&#8211; ho scritto questo articolo circa tre anni fa e l&#8217;eco che ha avuto francamente mi sorprende molto. Anche  se questa non è certo una testata giornalistica, ma poco più che un diario personale, sono tenuta anch&#8217;io ad attenermi quanto più possibile alla verità e ad un lavoro sulle fonti che, però, in nessun caso può essere considerato esaustivo. E mai potrà esserlo nel caso del bisso visto che le fonti non sono poi così chiare come dice lei: perfino su cosa si intenda per bisso mi pare ci sia molto da discutere tra gli studiosi. Il mio intento &#8211; ad ogni modo &#8211; era solo raccontare un passato che sparisce e un&#8217;arte antica: le dispute interne al mondo del bisso sardo (di cui non faccio parte) tra chi debba considerarsi un maestro e chi no, mi riguardano molto poco.<br />
Quando lavoravo al pezzo, ho trovato molte lettere scritte dai sostenitori di Chiara Vigo in merito alla questione Italo Diana (alcune sulla Gazzetta del Sulcis, numeri di luglio e settembre 2014) e le relative risposte: sono al corrente delle vostre discussioni interne, ma non so e non posso valutare &#8211; a rigor storico &#8211; chi di voi abbia ragione. E nemmeno mi interessa. Volevo raccontare il bisso come possibilità e come passione.<br />
&#8211; per quanto riguarda le fonti ho spaziato dalla su citata Gazzetta del Sulcis a firma di Claudio Moica, al Corriere della Sera a firma di Susanna Lavazza (autrice del testo sulla Vigo) e non solo, a La Repubblica a firma di Carlo Floris, a Fame di Sud (testata giornalistica registrata) alle pagine informative di <a href="http://www.muschelseide.ch/it.html" rel="nofollow">http://www.muschelseide.ch/it.html</a> e il progetto sul bisso dalla cui bibliografia ho tratto alcune letture, a Sergio Flore, al sito del Museo di Chiara Vigo, e moltissime altre per Taranto che solo per questioni di tempo e opportunità non le elenco.<br />
&#8211; lei mi muove una critica sulla fantasiosità delle notizie inserite nel pezzo: ma guardi che il mio articolo in nessun caso voleva proporsi come uno studio. Anzi, parto con il parlare di una leggenda e torno a dirlo esplicitamente a proposito della Del Bene e dei famigerati 3500kg di bisso. Basta rileggere il pezzo per capire quale ne sia il registro.<br />
&#8211; in definitiva, ciò che mi interessava e mi interessa tuttora era raccontare una fascinazione perché abbiamo bisogno anche di questo, di immaginare, di rimanere avvinti, e di capire attraverso i mestieri del passato quanto il lavoro di oggi si sia snaturato. Lei dice che Chiara Vigo abbia puntato tutto su questo? Esclusivamente sulla fantasia? Non lo so, probabile. Lascio a voi esperti (se lei lo è) il compito di capire se c&#8217;è mistificazione o addirittura frode. Ma di sicuro se non fosse per lei di bisso non si parlerebbe affatto.<br />
Ad ogni modo, vorrei fosse chiaro a lei e a chi legge che io da quello che scrivo su questo blog (che non ha nemmeno inserti pubblicitari) non guadagno nemmeno un centesimo.<br />
Credo anche che chi legge (e lo dimostrano i commenti) abbia compreso le finalità del racconto: parla di nostalgia per qualcosa il cui valore non può essere monetizzato.<br />
Nel salutarla, la ringrazio per il commento.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Antonella</title>
		<link>https://www.georgika.it/wordpress/?p=185#comment-146</link>
		<dc:creator><![CDATA[Antonella]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Oct 2017 14:07:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.georgika.it/wordpress/?p=185#comment-146</guid>
		<description><![CDATA[1- In nessun passo della Bibbia  è scritto che le vesti di Salomone erano di bisso
2- il tessuto “dal colore cangiante…dal bianco splendente al giallo del fiore di croco” non è certo il bisso marino il quale non è bianco, nessuno dei reperti in bisso marino rinvenuti ha questo colore e nessuna fonte che citi il bisso marino ha mai fatto riferimento al colore bianco.
3- La parola bisso della Bibbia ebraica significa &quot;lino Fino&quot; e non è mai citata in relazione a una qualsiasi cosa che abbia a che vedere con il mare. 
4- Leonilde Mereu, nonna di Chiara Vigo, fu allieva del maestro d&#039;arte Italo Diana e fu in quella scuola  che imparò questa lavorazione.  Senza segreti, immersioni, giuramenti.
5- La signora Vigo non è nè l&#039;unica nè l&#039;ultima artigiana che ancora  lavora il bisso marino.. A Sant&#039;Antioco ci sono 
anche altre donne che eseguono questa lavorazione e , come la signora  Vigo, l&#039;hanno appresa da un&#039;allieva di Italo Diana.
6- La signora Vigo non preleva i filamenti della pinna nobilis perchè questa è soggetta a rigorosa protezione e tutela. E&#039; inserita nella famosa lista rossa e non può essere nemmeno &quot;perturbata&quot;.  Lo stesso comandante della Capitaneria di Porto di Sant&#039;Antioco,  in un documento che porta la sua firma, ha dichiarato che nessuno è autorizzato ad asportare i filamenti dall&#039;animale. Io stessa ho pubblicato il documento. 
Oggi la signora Vigo ha cambiato versione, dice che il bisso da lei utilizzato è quello lasciatole in eredità da sua nonna in tale quantità da poter lavorare per almeno altri 50 anni. 
7- Rita del Bene non consegnò mai 3.500 kg (!!!) di bisso ad alcuno, nessuna macchina andò distrutta e lei non morì di infarto. La signora Rita del Bene si dedico alla lavorazione del bisso fino ala fine degli anni &#039;30 e morì  60 anni dopo, nel 1998, all&#039;età di 89 anni e a seguito di patologie legate all&#039;età.
8- La signora Vigo ha venduto pezzi in bisso marino, per sua stessa pubblica dichiarazione. 

Raccontare favole è lecito ma sarebbe bene specificare che si tratta appunto di favole.  A me rimane la libertà di cercare di mettere fine ad una fantasia che sta stravolgendo una nostra memoria  che nessuno ha il diritto di distorcere]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>1- In nessun passo della Bibbia  è scritto che le vesti di Salomone erano di bisso<br />
2- il tessuto “dal colore cangiante…dal bianco splendente al giallo del fiore di croco” non è certo il bisso marino il quale non è bianco, nessuno dei reperti in bisso marino rinvenuti ha questo colore e nessuna fonte che citi il bisso marino ha mai fatto riferimento al colore bianco.<br />
3- La parola bisso della Bibbia ebraica significa &#8220;lino Fino&#8221; e non è mai citata in relazione a una qualsiasi cosa che abbia a che vedere con il mare.<br />
4- Leonilde Mereu, nonna di Chiara Vigo, fu allieva del maestro d&#8217;arte Italo Diana e fu in quella scuola  che imparò questa lavorazione.  Senza segreti, immersioni, giuramenti.<br />
5- La signora Vigo non è nè l&#8217;unica nè l&#8217;ultima artigiana che ancora  lavora il bisso marino.. A Sant&#8217;Antioco ci sono<br />
anche altre donne che eseguono questa lavorazione e , come la signora  Vigo, l&#8217;hanno appresa da un&#8217;allieva di Italo Diana.<br />
6- La signora Vigo non preleva i filamenti della pinna nobilis perchè questa è soggetta a rigorosa protezione e tutela. E&#8217; inserita nella famosa lista rossa e non può essere nemmeno &#8220;perturbata&#8221;.  Lo stesso comandante della Capitaneria di Porto di Sant&#8217;Antioco,  in un documento che porta la sua firma, ha dichiarato che nessuno è autorizzato ad asportare i filamenti dall&#8217;animale. Io stessa ho pubblicato il documento.<br />
Oggi la signora Vigo ha cambiato versione, dice che il bisso da lei utilizzato è quello lasciatole in eredità da sua nonna in tale quantità da poter lavorare per almeno altri 50 anni.<br />
7- Rita del Bene non consegnò mai 3.500 kg (!!!) di bisso ad alcuno, nessuna macchina andò distrutta e lei non morì di infarto. La signora Rita del Bene si dedico alla lavorazione del bisso fino ala fine degli anni &#8217;30 e morì  60 anni dopo, nel 1998, all&#8217;età di 89 anni e a seguito di patologie legate all&#8217;età.<br />
8- La signora Vigo ha venduto pezzi in bisso marino, per sua stessa pubblica dichiarazione. </p>
<p>Raccontare favole è lecito ma sarebbe bene specificare che si tratta appunto di favole.  A me rimane la libertà di cercare di mettere fine ad una fantasia che sta stravolgendo una nostra memoria  che nessuno ha il diritto di distorcere</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: admin</title>
		<link>https://www.georgika.it/wordpress/?p=185#comment-145</link>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Aug 2017 14:11:50 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Grazie mille Leandra!]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie mille Leandra!</p>
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		<title>Di: Leandra La Gioia</title>
		<link>https://www.georgika.it/wordpress/?p=185#comment-142</link>
		<dc:creator><![CDATA[Leandra La Gioia]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Jun 2017 03:58:15 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Grazie per il magnifico articolo informativo! Ero completamente all&#039; oscuro di tale miracolo che nelle mani pazienti ed esperte di alcuni maestri tessili,diventa un tesoro unico. Grazie ancora,mi piacerebbe molto vedere un tessuto ricamato con il bisso e capirne la trama e il magico colore.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie per il magnifico articolo informativo! Ero completamente all&#8217; oscuro di tale miracolo che nelle mani pazienti ed esperte di alcuni maestri tessili,diventa un tesoro unico. Grazie ancora,mi piacerebbe molto vedere un tessuto ricamato con il bisso e capirne la trama e il magico colore.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Di: Miriam Corongiu</title>
		<link>https://www.georgika.it/wordpress/?p=185#comment-141</link>
		<dc:creator><![CDATA[Miriam Corongiu]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Apr 2017 20:51:17 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Caro Gabriele, grazie infinite! Indubbiamente non tutto ciò che è vecchio è da rigettare e non tutto ciò che è nuovo è migliore...in questo mondo fatto di slogan e di innovazioni forzate, fermarsi un attimo a ricordare è un valore.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Gabriele, grazie infinite! Indubbiamente non tutto ciò che è vecchio è da rigettare e non tutto ciò che è nuovo è migliore&#8230;in questo mondo fatto di slogan e di innovazioni forzate, fermarsi un attimo a ricordare è un valore.</p>
]]></content:encoded>
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	<item>
		<title>Di: Gabriele Fassi</title>
		<link>https://www.georgika.it/wordpress/?p=185#comment-140</link>
		<dc:creator><![CDATA[Gabriele Fassi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Apr 2017 10:04:53 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Purtroppo i tempi moderni ci costringono alla fretta; è così che ho scorso questa fantastica presentazione, che ci dà il senso di una storia tessile, pregevole e complessa come essa tutta è.
Complimenti signora Miriam Corongiu, mi ha fatto venire la pelle d&#039;oca e ricordare il mio grande Professor GALLESE di filatura, alla Scuola di Setificio di Como, quasi 50 anni fa, che ben sapeva del Bisso e della Pinna nobilis.
Con tanti che si riempiono la bocca di Made in Italy, che ormai prevalentemente è un &quot;falso&quot;, restano dei nobili eroi a praticare e ricordare nel tempo dei miracoli della natura e del &quot;saper fare umano&quot;. Grazie.
Diceva una frase pubblicitaria che &quot;IL FUTURO E&#039; DI CHI HA UN GRANDE PASSATO&quot; ; dovremmo ricordarcene sempre ed essere capaci di saperlo salvare, ed insieme a questo, operare per valorizzarlo, salvando con IMPRESE DEL PATRIMONIO VIVENTE tutti i nostri saperi, attraverso gli uomini trovando tutti i modi per conservare il loro lavoro, anzi, rendendo loro tutto il loro PREGIO.
Grazie signora MIRIAM.
da Albavilla (Como) - Gabriele - 3401229245 .---]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Purtroppo i tempi moderni ci costringono alla fretta; è così che ho scorso questa fantastica presentazione, che ci dà il senso di una storia tessile, pregevole e complessa come essa tutta è.<br />
Complimenti signora Miriam Corongiu, mi ha fatto venire la pelle d&#8217;oca e ricordare il mio grande Professor GALLESE di filatura, alla Scuola di Setificio di Como, quasi 50 anni fa, che ben sapeva del Bisso e della Pinna nobilis.<br />
Con tanti che si riempiono la bocca di Made in Italy, che ormai prevalentemente è un &#8220;falso&#8221;, restano dei nobili eroi a praticare e ricordare nel tempo dei miracoli della natura e del &#8220;saper fare umano&#8221;. Grazie.<br />
Diceva una frase pubblicitaria che &#8220;IL FUTURO E&#8217; DI CHI HA UN GRANDE PASSATO&#8221; ; dovremmo ricordarcene sempre ed essere capaci di saperlo salvare, ed insieme a questo, operare per valorizzarlo, salvando con IMPRESE DEL PATRIMONIO VIVENTE tutti i nostri saperi, attraverso gli uomini trovando tutti i modi per conservare il loro lavoro, anzi, rendendo loro tutto il loro PREGIO.<br />
Grazie signora MIRIAM.<br />
da Albavilla (Como) &#8211; Gabriele &#8211; 3401229245 .&#8212;</p>
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